E’ morto il Re, viva il Re!

Oggi è un giorno da fermare nella storia: il Principe Filippo, duca di Edimburgo, è purtroppo spirato nel suo Castello di Windsor.

Un colpo enorme per la monarchia inglese, anche se la sua età e gli ultimi ricoveri non facevano sperare molto bene. Un personaggio tanto carismatico, quanto cinico e le cronache ce lo raccontano. Ce ne sono alcune molto divertenti, altri al limite del black humor tipicamente inglese e del politicamente scorretto.

Degli esempi?

  1. Nel 1969 ci fu un concerto di Tom Jones a cui parteciparono anche i Reali Inglesi. Si sa che il cantante ha un’estensione vocale particolarmente alta e alla fine dell’esibizione gli si avvicinò Filippo dicendo “Ma con cosa fa i gargarismi? Con i ciottoli?”
  2. Nel 1992 fece un tour in Australia e gli abitanti del luogo erano orgogliosissimi del loro amato animale nazionale, il koala. Uno di loro si avvicinò a Filippo per una foto con in braccio questo piccolo marsupiale e lui esclamò “Oh no, potrei prendere una malattia spaventosa!”

Vi risparmio le battute sessiste o borghesi che in 73 anni al fianco di Lilibeth non sono mancate.

Immagino la Regina al suo fianco, nella loro Reggia preferita, teatro di grandi riunioni familiari e tragedie inglesi. Un castello che ha accolto i sovrani inglesi dai tempi di Guglielmo il Conquistatore, soprattutto nei momenti storici peggiori.

Foto di Roman Grac da Pixabay

It is with deep sorrow that Her Majesty The Queen
announces the death of her beloved husband,
His Royal Highness The Prince Philip, Duke of Edinburgh.

His Royal Highness passed away peacefully
this morning at Windsor Castle.

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Buona Pasqua con 5 tradizioni pasquali nel mondo

Foto Pixabay

Per prima cosa vi voglio augurare una buonissima Pasqua: siamo ancora chiusi in casa, siamo ancora lontano dagli affetti, ma qualcosa si muove. Ci vuole speranza e ci vuole pazienza, ma ce la faremo e torneremo a viaggiare.

Nel frattempo io non demordo e vi voglio portare a conoscere 5 tradizioni pasquali in giro per il mondo

1) Le processioni pasquali nella Semana Santa in Spagna

Uno degli aspetti più terrificanti delle processioni pasquali durante la Semana Santa in Spagna è il fatto che i partecipanti hanno dei cappucci a punta e abiti lunghi, sfilando in modo minaccioso. Nascono nell’epoca medievale e si tramandano, di anno in anno, fino ai giorni nostri.
Il cappuccio viene chiamato capirote e serve per mantenere l’identità segreta dei penitenti.
Una delle processioni più significative ed importante è quella che si svolge a Siviglia, che inizia la Domenica delle Palme e finisce la Domenica di Pasqua. Durante la sfilata, oltre a statue, ceri e stendardi, c’è anche un gruppo di penitenti che ricordano l’esercito romano che accompagnò Gesù durante la Via Crucis. Le donne indossano la mantilla nera, segno di lutto per la cultura spagnola.
A Vergas in Costa Brava, invece, i penitenti indossano dei costumi da scheletri che diventano una macabra “danza della morte”.

Le processioni della Semana Santa a Malaga
Pic by @urstours on Instagram – Pixabay

2) La Pysanka in Ucraina

La Pysanka è tipica della Pasqua Ortodossa, praticata in Ucraina, nei paesi slavi e nei paesi dell’est. Nasce ai tempi dei vichinghi Rus di Kiev che cominciano a decorare le uova in segno di buon auspicio.
Per l’Ucraina è simbolo di rinascita e vita; l’uovo viene associato al sole e alla sua energia vitale. Le uova utilizzate sono di gallina, quindi estremamente fragili e vengono decorate con una particolare tecnica che utilizza cere e colori naturali. Alcuni paesi slavi, per esempio, usano altre tecniche: in Romania mettono a bollire le uova in acqua bollente usando coloranti naturali come la barbabietola o la cipolla; al termine le uova acquisteranno un leggero colore, sempre segno di buon augurio.

A Ivano-Frankivs’k c’è addirittura un Museo dedicato alla Pysanka con quasi 10.000 esemplari di arte sulle uova.

3) Hot cross buns in Inghilterra

L’Hot cross buns è un tipico panino speziato prodotto in Inghilterra nel periodo pasquale. Si narra che nasce nel XIV secolo ma la prima fonte scritta è solo del 1733. I paninetti vengono preparati alla fine della Quaresima e infatti vengono utilizzati il latte e il burro, vietati nel periodo della Quaresima. Gli ingredienti principali sono: latte, burro, farina, lievito e le spezie (cannella, uvetta e scorza d’arancia).

Ci sono diverse leggende intorno agli Hot Cross Buns: per esempio si racconta nei tempi che se portati a bordo di una nave proteggono i naviganti durante il viaggio.

Vi lascio la deliziosa ricetta su Giallo Zafferano (in italiano) e quella in inglese sul sito della BBC

Pic by @peanutsbuttervisuals on Instagram

4) Lo scoppio del carro in Italia

Lo scoppio del carro, del “Brindellone”, è una tradizione tipica fiorentina del giorno di Pasqua (quest’anno purtroppo verrà fatto a “porte chiuse”). Il carro viene posizionato tra il Battistero di San Giovanni e il Duomo; al termine delle cerimonia, il vescovo accende una fiamma dall’altare dalla forma evocativa di una colomba che correndo sul filo che unisce le due estremità arriva al carro scatenando una pioggia di fuochi d’artificio.

La celebrazione risale ancora alla prima crociata ma ancora adesso il carro è trainato da due buoi infiorati, che lo portano da Porta Prato fino a Piazza Duomo, con un corteo di turisti e fiorentini che aspettano il “fuoco sacro” che si diffonda nella città. La tradizione vuole che la colombina deve poi tornare all’altare: solo così può essere un segno positivo per la città di Firenze. Nel 1966, anno della tragica alluvione che colpì Firenze, la colombina si fermò a metà strada tra l’altare e il carro scoppiato… fu l’ultimo anno in cui la colombina non riuscì a tornare all’altare.

Pic on Flickr

5) La Swięconka in Polonia

In Polonia ci sono due tradizioni pasquali: la prima è il Śmingus-Dyngus, il giorno in cui i ragazzi fanno gavettoni d’acqua alle ragazze; la seconda è la Swieconka, il cestino benedetto tradizionale.

Il Sabato Santo si preparano in famiglia; sono dei cestini di vimini decorati e riempiti di dolciumi e vivande. Ma cosa c’è dentro?
– il pane, che simboleggia il sacrificio di Cristo
– un agnellino di zucchero, che simboleggia il Cristo risorto
– un uovo, che simboleggia la vita e la rinnovazione
Si aggiunge poi il sale per scacciare il male, il rafano e i dolci tradizionali polacchi.

Il cestino viene benedetto durante la celebrazione della Pasqua e poi consumato con tutta la famiglia durante un’abbondante colazione. Il tutto finisce poi con un pranzo a base di zuppa, cheesecake e ciambelle. Sulle decorazioni della tavola non mancano, anche qui, i pisanki, le uova decorate che vi ho raccontato per l’Ucraina.

Ne conoscevate qualcuna?
Ne avete di nuove da raccontarmi?

Io vi auguro ancora una buonissima Pasqua!

Il Tibidabo: un parco di divertimenti sulla montagna

Per mesi il Tibidabo è stata un’ossessione. Quando arrivi a Barcellona non puoi non vedere quella grande antenna sul monte subito dietro la città e quando poi mi sono informata ho scoperto che proprio lì sopra c’è un luna park ancora in funzione con attrazioni old style (oltre ad una bellissima chiesa). Immaginatevi la mia reazione da bambina affascinata da tutto questo!
Tra il 2013 e il 2016 sono stata spesso a Barcellona e ossessionavo i miei compagni di viaggio per andarci. E finalmente ci sono riuscita a Natale 2016

Dicembre 2016 (scusate la qualità della foto ma il mio cellulare era partito)

Il Parco di divertimenti del Tibidabo non è nemmeno lontanamente paragonabile al Prater di Vienna o ai Giardini di Tivoli di Copenhagen ma il suo fascino è insindacabile. Nasce nel 1899 come parco di divertimento privato e viene aperto al pubblico subito dopo: è uno dei parchi di divertimento più antichi d’Europa. Le attrazioni hanno ancora questo antico fascino: la più importante e logo del parco è l’Aviò, una riproduzione fedele del primo velivolo che collegò Madrid a Barcellona ma a parer mio la più affascinante è la ruota panoramica colorata con una vista panoramica meravigliosa su tutta Barcellona. Dal Tibidabo è possibile ammirare tutta la skyline della città spagnola: la Sagrada Familia, la Torre Agbar, il mare della Barceloneta con la funicolare… Con la sua altezza di oltre 500 metri sopra al livello del mare, nelle giornate più serene, è anche possibile vedere fino all’aeroporto di El Prat.

Foto fonte it.barcellona

Lo conoscevate? Siete mai saliti?

Ma vediamo qualche informazione pratica:

Come si arriva? Come tutta Barcellona, anche raggiungere il Tibidabo è particolarmente semplice se lo fate in macchina; con i mezzi pubblici invece il percorso è più complicato ma sicuramente più caratteristico: prima dovete prendere il Tramvia Blau che arriva fino a metà montagna, da dove poi è necessario proseguire con la funicolare. La strada che porta al parco dei divertimenti passa attraverso la zona più ricca di Barcellona, tra ville e giardini affascinanti. I biglietti del Tramvia si comprano direttamente a bordo, dove lo storico autista ti accoglie. Attenzione che in questi ultimi tempi sia la funicolare che il Tramvia sono sospesi per manutenzione, ma è chiaro che abbiano sfruttato questo momento di “calma” per poter fare dei lavori su quei mezzi di trasporto “antichi”.

Quanto costa? Vi consiglio sempre di pre-acquistare i biglietti online in modo da accedere al Parco senza fare troppa coda. Soprattutto durante le feste o i ponti, nelle giornate di primavera ed estate, il parco è pieno di famiglie che passano lì la giornata. Il costo è di € 28,50 per gli adulti e € 10,30 per i bambini di altezza inferiore a 120 cm. C’è anche un biglietto giornaliero “limitato” che fa accedere solo alle giostre più emblematiche del parco e costa € 12,70 per gli adulti e € 7,80 per i bambini di altezza inferiore ai 120 cm.
Il costo più alto, come sempre in questi posti, è dato dal cibo. I posti dove bere e mangiare sono pochi e quelli che ci sono non sono a buon mercato. Vi consiglio quindi di comprare qualcosa alla Boqueria o nei tanti supermercati di Barcellona e fare un picnic direttamente al parco.

La Chiesa è visitabile? La Chiesa è visitabile gratuitamente, a meno che non vogliate salire sull’ascensore che vi porta in cima alla chiesa e in quel caso il biglietto costa € 4,00 per persona. E’ dedicata al Sacro Cuore ma è più famosa come “la Chiesa del Tibidabo”: il suo interno è ricco di stucchi dorati e alabastro.

Vi dico una cosa: un vento forte come quello che c’era al Tibidabo quel giorno l’ho visto solo a Cabo de Roca, vicino a Sintra, in Portogallo eppure se potessi ci tornerei anche ora, in entrambi i posti.

L’Europa da il via libera al passaporto vaccinale, il Digital Green Certificate

Il 17 marzo 2021 la Commissione Europea ha fatto una proposta per dare il via libera al passaporto vaccinale, il Digital Green Certificate, che sarà valido in tutti gli Stati Membri.

Cosa serve? Le condizioni per avere il Digital Green Certificate sono tre:
1) aver fatto il vaccino
2) essere guariti dal Covid
3) avere un tampone negativo

Il certificato avrà un Qr Code e una firma digitale che attesteranno la validità della certificazione.

Probabilmente sarà rilasciato sui dispositivi digitali e ci sarà la possibilità di stamparne una copia cartacea (sul modello dei Qr Code del turismo spagnolo). Con questo certificato sarà anche possibile la libera circolazione sul territorio degli Stati Membri a cui si aggiungeranno Svizzera, Norvegia, Liechtenstein e Islanda ma solo per quanta riguarda le restrizioni Covid: lo Statuto dell’Unione Europea non impone nessuna restrizione nella libera circolazione, colonna portante della Comunità.

Ma come si potrà verificare la veridicità? Si presume che l’Unione Europea preparerà un gateway in modo che tutte le firme digitali potranno essere verificate in tutti gli Stati Membri. Chiaramente i dati salvati all’interno del certificato saranno soggetti al GDPR e alla protezione dei dati sensibili, quindi nessuno Stato potrà conservare i dati di un utente.

Un piccolo passo per tornare ad essere liberi di viaggiare!

Monza: conoscete la storia della Corona Ferrea?

Per molti è sconosciuta. Per chi come me che ha fatto le scuole nella provincia di Monza e Brianza di solito è meta di gite scolastiche. E voi avete mai visto la Corona Ferrea?

Di James Steakley – photographed in the Theodelinda Chapel of the cathedral of Monza

La foto non è mia perchè negli ultimi tempi è vietato fare le foto alla Corona.

Ma cosa ha di così speciale?

E’ un oggetto importantissimo nella religione cristiana e nel culto delle reliquie. Le credenze popolari sostenevano che l’anello interno fosse un chiodo della Croce di Gesù Cristo. La leggenda racconta che Sant’Elena, madre di Costantino, trovò due chiodi e i resti della Santa Croce durante degli scavi sul Golgota e li portò a Roma. Fu poi la regina Teodolinda, avuto in dono uno dei chiodi, a decidere di farlo montare sulla Corona. Gli strumenti e gli studi moderni, però, smentiscono categoricamente questo fatto, in quanto l’anello è in lega di argento e non di ferro come sarebbe se fosse vera la leggenda.

Ciò non toglie che il gioiello conobbe tante teste coronate: si narra che il primo incoronato fu Costantino I nel 315, fino a finire sulla testa del temuto Carlo Magno e poi ridotta di una maglia per poter essere indossata dal figlio dello stesso. Nel 1155 però la corona fu utilizzata per l’incoronazione di Federico Barbarossa; nel 1805 fu ornamento per l’incoronazione di Napoleone Bonaparte, durante la cerimonia avvenuta nel Duomo di Milano e che viene ricordata per la frase “Dio me l’ha data , guai a chi la tocca”. Il significato era appunto quello di mantenere intatto il legame tra divinità e regno sulla terra e il proseguimento del Sacro Romano Impero.

Quello che mi stupisce della Corona Ferrea è che un ornamento molto piccolo, niente a che vedere con le corone e il tesoro della monarchia inglese, ma è bellissima. Il gioiello è composto da 6 lastre d’oro, attaccate tra loro e decorate con decine di pietre: lapislazzuli, ametiste, rubini e zaffiri oltre agli smalti blu e verdi ancora conservati in modo eccellente.

E’ un gran peccato che la Corona Ferrea, il Tesoro del Duomo e lo stesso Duomo di Monza non venga pubblicizzato come si dovrebbe per un cimelio di questa portata. Vi consiglio di visitarlo appena sarà possibile, soprattutto per gli arazzi e il Tesoro Longobardo. La visita al Duomo fa infatti parte del circuito “Longobard ways across Europe” che copre un percorso dal Nord al Sud dell’Europa.

Come accedere: Museo Duomo di Monza (le visite alla Cappella di Teodolina dove giace la Corona sono guidate)

5 + 1 cose da vedere a Firenze

5 cose sono troppo poche, avete ragione, ma per cominciare ad avere un’infarinatura della meravigliosa città rinascimentale possono bastare.

Cominciamo il tour? Cominciamo!

1. Piazzale Michelangelo e il panorama

E’ uno dei punti più panoramici da cui osservare il panorama di Firenze. Dalla terrazza è possibile ammirare tutti i monumenti più famosi della città: la Cupola del Duomo, la Sinagoga, il Palazzo Vecchio in Piazza della Signoria…
Non esiste un momento migliore per visitare Piazzale Michelangelo, ma il mio momento preferito è quella che si definisce “ora blu”: quel momento al tramonto o all’alba quando il sole è sotto la linea dell’orizzonte creando questa luce particolare. Inutile dirvi che è uno dei posti più romantici della città toscana: sotto ai vostri piedi, la Culla del Rinascimento.

Foto @unachiccainviaggio
Foto @unachiccainviaggio

Non è facilmente raggiungibile a piedi ma è ben servito dai mezzi pubblici.

2. Abbazia di San Miniato al Monte

Da Piazzale Michelangelo si può salire appena poco sopra e ammirare il panorama da un altro punto di vista: l’Abbazia di San Miniato al Monte.
L’Abbazia è in romanico fiorentino ed è dedicata al primo martire della città toscana. Oltre alla basilica principale è possibile visitare anche il monastero e il Cimitero delle Porte Sante, il cimitero monumentale fiorentino all’interno delle mura di San Miniato. Tante personalità riposano all’interno del Cimitero tra cui Giovanni Spadolini, Franco Zeffirelli, Vasco Pratolini e Carlo Collodi.

Foto @unachiccainviaggio
Foto GoNews

3. Duomo o Cattedrale di Santa Maria del Fiore

Arrivando in treno a Santa Maria Novella, dopo la Chiesa omonima si procede verso il centro storico e si apre la vista su Piazza del Duomo. Il Battistero, poi il Duomo e il meraviglioso Campanile di Giotto… Anche qui, per piacere personale, l’ora più bella è quella vicina al tramonto perchè i marmi hanno dei colori bellissimi ma la piazza e tutti i monumenti intorno sono una meraviglia per gli occhi.

Per salire sul Campanile e godere del panorama che si staglia da là in alto dovete però fare 414 gradini: eh no, nessuna scorciatoia o ascensore, tutti a piedi!

Foto @unachiccainviaggio
Foto @unachiccainviaggio


School Tips/Travel Tips: Salvo modifiche post-Covid, la visita alla Cattedrale è gratuita ma è necessario comprare un biglietto cumulativo per poter accedere al Campanile, alla salita alla Cupola, alla Cripta di Santa Redegonda e al Battistero. (Costo “precovid” € 20,00 per persona)

Visite virtuali alla Cattedrale di Santa Maria del Fiore

4. Basilica di Santa Croce

Un’altra delle tante basiliche e chiese di Firenze è la Basilica di Santa Croce, famosa in particolare per due motivi: è una delle chiese francescane più grandi dove riposano Michelangelo Buonarroti, Galileo Galilei ed Ugo Foscolo e sul cui piazzale si gioca il calcio fiorentino, il tipico calcio in costume. La figura di Dante Alighieri viene invece ricordata con un cenotafio e la statua all’esterno della Chiesa (il poeta riposa invece a Ravenna).

Foto @unachiccainviaggio
Foto @unachiccainviaggio

5. Ponte Vecchio

Il “Ponte delle oreficerie” è probabilmente il ponte più vecchio di Firenze, ancora esistente. All’inizio le piccole finestrelle che vedete erano botteghe di macellai. Nel 1565 Giorgio Vasari costruì il “Corridoio Vasariano” che collegava Palazzo Vecchio e Palazzo Pitti (Oltrarno), passando per la Galleria degli Uffizi. Nel 1593 Ferdinando I volle però trasformare queste botteghe in botteghe orafe, per rendere più nobile la passeggiata ed evitare gli odori sgradevoli provenienti dalla macellazione degli animali.

Foto @unachiccainviaggio
Foto @unachiccainviaggio

+ 1: la Fontana del Porcellino

Si trova nella Loggia del Mercato Nuovo e conosciuta, per uso comune, come la Loggia del Porcellino. A me sta particolarmente simpatico ma il povero cinghiale è sempre molestato da orde di turisti che gli strofinano il muso. Perchè?

Perchè si dice che il cinghialino porti fortuna, sempre che la procedura venga eseguita attentamente.

Foto @unachiccainviaggio

Prima di tutto bisogna mettere una monetina in bocca al Porcellino dopo avergli strofinato il naso; si lascia cadere la monetina e vedere dove va: se cade ed oltrepassa la grata, allora porterà fortuna, se no, no. L’inclinazione del muso però è fatta in modo che le monete più pesanti entrino nella grata, aumentando di fatto il valore di quanto custodisce il cinghiale.
Ad oggi tutte le monete raccolte vanno in beneficienza.

Food Tips: vicino alla Loggia c’è uno dei trippai più famosi di Firenze, il Trippaio del Porcellino che cucina il tipico street food toscano: il lampredotto. C’è sempre una fila infinita ma ne vale davvero la pena, anche per chi come me non ha una grande passione per le frattaglie.

Ognuno di questi posti meriterebbe un articolo singolo perché le particolarità e gli elementi da raccontare su ogni singolo monumento di Firenze sono davvero tantissimi.

E voi a cosa non potete rinunciare a Firenze?

Viaggi virtuali: New York in Ultra HD

Io ve lo dico: sono stufissima (si dice?) di non poter viaggiare, di non poter nemmeno pensare di uscire per un weekend piuttosto che per una settimana via di qui. Quindi frugando nel web ho trovato, con grande gioia, una serie di video in altissima definizione su città e diverse destinazioni che sono un piacere per gli occhi.

Un’occasione per viaggiare da casa, senza muoversi e in attesa del prossimo check-in. Perchè ci sarà presto, ohhh se ci sarà presto!!!

Inizio con mostrarvi New York, uno dei miei viaggi da sogno che non ho ancora realizzato. Per qualche strano motivo, forse anche per la mia passione per il cinema e in modo particolare per il mio adorato Spike Lee, ho l’impressione che quel giorno che arriverò in città mi sembrerà di essere a casa o in un posto che conosco già bene.

Arriverò presto ❤

Cambiano le regole del bagaglio a mano per Easyjet

Per i viaggi in partenza fino al 10 febbraio non cambierà nulla (trovate la normativa qui) ma da quella data in poi Easyjet ha deciso di cambiare completamente la politica del bagaglio a mano.

Foto by stux @pixabay

Cosa cambierà quindi?

Tutti i passeggeri potranno portare a bordo un bagaglio a mano piccolo (max. 45x36x20 cm comprese ruote e maniglie) che dovrà essere sistemato sotto il sedile di fronte. Non sono previsti limiti di peso, ma Easyjet da per scontato che i passeggeri riescano a sollevare e trasportare da soli il proprio bagaglio.

Tutto cambia se avete prenotato un posto Up front o Extra legroom (quindi posti in testa all’aereo o vicino alle uscite di sicurezza. In questo caso è possibile aggiungere un bagaglio a mano la cui dimensione massima è di 56x45x25 cm e deve entrare nella cappelliera. I posti devono essere selezionati all’acquisto del ticket oppure aggiunti in qualsiasi altro momento prima del check-in. Nel caso in cui non venga selezionato nessun posto, come accadeva precedentemente, verranno assegnati dei posti casuali durante il check in.

Come prima però, le dimensioni dei bagagli potrebbero essere verificate prima dell’imbarco: ogni eccesso relativo alla massima dimensione consentita comporterà la registrazione come bagaglio da stiva e verranno applicati i relativi supplementi.

Per vostra conoscenza vi lascio l’immagine pubblicata da Easyjet:

Posto prenotatoPiccolo sotto il sedile
bagaglio a mano
Grande nella cappelliera
bagaglio a mano
Bagaglio piccoloBagaglio grande da collocare nella cappelliera
Nessuna selezione del posto
Posto standard
Posto Up front o Extra legroom
Fonte sito Easyjet

Bagaglio da stiva

Rimangono invariate le regole previste per i bagagli in stiva.

Ogni passeggero, compreso bambini e neonati, può acquistare fino a 3 bagagli in stiva. Lo standard prevede un peso di circa 23 kg, ma Easyjet mette a disposizione anche l’opzione da 15 kg e quella da 23kg.

Easyjet permette di considerare nella stessa prenotazione una franchigia totale per un peso massimo di 32 kg e una dimensione totale di 275 cm (lunghezza + larghezza + altezza).

L’unica cosa che vogliamo è poter ripartire presto.

27 gennaio: Giornata della memoria

Oggi, come ogni anno, si commemorano le vittime dell’Olocausto con una giornata internazionale dedicata.

Perché proprio il 27 gennaio? Durante l’Assemblea generale delle Nazioni del 2005 si stabilì di celebrare il Giorno della Memoria ogni 27 gennaio perché in quel giorno del 1945 le truppe dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz, uno dei campi di concentramento più famosi, purtroppo non l’unico.

Per commemorare le vittime dell’Olocausto vorrei raccontarvi la mia esperienza al Centro di Documentazione del Partito Nazionalsocialista a Norimberga.

Il Centro di Documentazione rappresenta, già solo all’ingresso con la sua struttura gigantesca, l’ego megalomane del suo massimo rappresentante, Adolf Hitler.

Il Mein Kampf

Ma il peggio, a parer mio, lo raccontano le immagini, l’audioguida e un percorso multimediale che dura ben oltre le 2 ore, in un’area di quasi 1.300 mq.

Perchè Norimberga? La città bavarese fu scelta come “città congresso del partito” e qui venivano allestite le grandi parate che tutti abbiamo visto almeno una volta nei documentari del periodo. Fu anche vittima di numerosi bombardamenti che la rasero al suolo durante la II guerra mondiale.

Il Centro racconta l’origine, la prosecuzione e le conseguenze della dittatura totalitaria nazionalsocialista, fino al Processo di Norimberga, dando molto spazio anche ai congressi, i cosiddetti “Reichsparteitage”, le gigantesche manifestazioni di massa che furono utilizzate dalla propaganda per raccontare il sentimento che legava chi ne faceva parte. Quello che rimane di quel periodo è l’Arena semicircolare, mai finita per lo scoppio della guerra, sede della maggior parte dei ritrovi nazionalsocialisti.

Non vi nego che arrivata ad un certo punto ero sfinita dalle tante informazioni e da quella terribile sensazione di essere in un posto in cui la storia era davvero dalla parte sbagliata della discussione. La grandezza di quegli spazi, le luci basse durante il percorso, le immagini che ti entravano dentro come pugnali: la terribile consapevolezza che, purtroppo, la storia non insegna mai e che i corsi e i ricorsi storici sono sempre lì.

“Il mondo dopo Auschwitz,

non è diventato migliore.

Eppure io l’avevo veramente creduto.”

(Daniela Padoan)

Conoscete il Castello di Cernusco Lombardone (LC)?

Eh sì, a Cernusco Lombardone, in provincia di Lecco, c’è un Castello. E’ una location per eventi e matrimoni e un bed&breakfast, ma al suo interno si celano meraviglie.

Una panoramica del Castello

Partiamo da una breve introduzione storica: nel secolo XI il territorio del milanese e quindi anche della Brianza era diviso in pievi tra cui, appunto, la Pieve di Missaglia di cui faceva parte il Castello e la stessa di cui faceva parte anche il Comune di Casatenovo dove vivo io. Questa suddivisione fu necessaria per permettere alla Chiesa di governare il vasto territorio sia a livello militare che religioso.

Il Castello di Cernusco fu uno degli avamposti in cui i signorotti si rifugiarono per difendersi dal popolo ormai allo stremo delle forze e nella totale povertà. Passò poi di famiglia in famiglia fino all’attuale proprietario che l’ha ristrutturato negli anni 90 rendendolo quello che è ora: un castello immerso in un parco di 24.000 metri.

Una delle tante perle architettoniche nella nostra Brianza. Lo conoscevate?

Sito: https://www.castellocernuscolombardone.com/